“Conserva intatta la sua etica, dalle sue droghe si rinfresca con una bibita analcolica, lo fa svenire un pò di sangue ma poi è per la sedia elettrica”. …dice così una canzone di S.Bersani intitolata “lo scrutatore non votante” che spesso mi ritrovo a canticchiare in questi giorni….
…Com’ è difficile muovere il puntatore…in questi giorni..scegliere la direzione che possa essere giusta per il nostro futuro…ieri mi son alzata di buon ora, nonostante fosse domenica e la voglia di restare ancora un pò nel letto era forte! mi accingo a prepararmi..e sono dibattuta come chissà quanti italiani in queste ore decisive, quanto conta il voto di ognuno di noi!quanto mi è difficile orientarmi ovunque mi giri mi affaccio ad una dura realtà piena di contraddizioni.Quello che si’intravede non è un panorama sereno che possa auspicare ad una vita collettiva migliore…i miei ideali non trovano riscontro al 100% in nessuna delle due fazioni maggioritarie, a allora cosa si fa?..come si fa a scegliere tra due fazioni che dopo intense ore di scambi e colpi bassi,altro non fanno che sgomitare,farsi largo per raggiungere il potere senza veramente preoccuparsi della gestione di un intero paese. Cosa è veramente emerso da questo confronto?..ci lasciano davvero sbigottiti e confusi. 
Noi italiani, infatti, viviamo ormai in un mondo totalmente finto, dove al centro c’è solo il potere assoluto da detenere, strumento per eccellenza utilizzato è quella scatola televisiva e le sue icone che riescono ad influenzarci e plasmarci in modo profondo, assoluto, persuasivo su tutto ciò che riguarda la nostra esistenza quotidiana.
Guy Debord, filosofo anarchico situazionista, già negli anni Sessanta sapeva che la televisione è il dominio della rappresentazione sulla realtà, la confusione costante dei due livelli fino alla loro totale compenetrazione, che cancella i limiti del sé e del mondo, del vero e del falso: «la realtà sorge nello spettacolo e lo spettacolo diventa la realtà. Questa reciproca alienazione è l’essenza che sostiene la società esistente» (“La société du spectacle”, Gallimard). Non ci può essere alcun orientamento..c’è solo un “subliminale” coinvolgimento unidirazionale del nostro peniero/azione…illudiamoci di “poter” scegliere…noi che potere non abbiamo, se non quello di vivere nelle illusioni e allucinazioni di un improbabile futuro strasognato.Siamo gente continuamente inondata di volgare gloria…vana gloria!
Domani è un altro giorno?…
Non serve gran chè svegliarsi, informarsi, leggere i documenti e i progetti, resistere, non credere alle lusinghe dei partiti bugiardi, dei politici corrotti,dei giornalisti venduti e ricomprati, dei servi e dei leccapiedi.
Ma che ci vogliamo fare l’Italia è fatta così…scenette da circo!
I nostri politici sarebbero geniali, se non fosse che Moira Orfei ha il circo pieno di clown, dovrebbero candidarsi a trapezisti…qualcuno è fermamente convinto nei suoi principi, e di riuscire a vederli concrettizzare…beato lui!…Alla fine ho dato il mio voto…ma con amaro sconcerto!
Per niente facili
uomini sempre poco allineati
li puoi pensare nelle strade di ieri
se non saranno rientrati Sarà possibile sì
incontrarli in aereo
avranno mani e avranno faccia di chi
non fa per niente sul serio…
Perché l’America cosí come Roma
gli fa paura
Sarà la musica che gira intorno
saremo noi che abbiamo nella testa
un maledetto muroSarà che l’anima della gente
Non ha imparato a dire ancora un solo sì!….
“La musica che gira in tondo”-I.Fossati











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