Il corpo possiede una memoria stomatologica?
Riflessioni "ingenue"?…
liriche cariche di consapevolezza si intrecciano con le immagini che mi conducono sempre più alla scoperta della mia infanzia probabilmente negata (come direbbe Alice Miller)…quale ruolo interpretiamo ancora nella vita da adulti secondo uno schema prestabilito che abbiamo imparato nell’infanzia..l’unico che ci fa sentire "a casa"? in che tipo di relazione siamo invischiati (in)consapevolmente? il gioco della relazione di coppia non sufficientemente consapevole impigliato nella dinamica vittima-carnefice? quella che si dibatte sui sensi di colpa? sui ruoli espliciti e sui ruoli latenti?… conflitti che ripotiamo sul nostro palcoscenico, scene già vissute dai nostri genitori…sapori, odori, sofferenza, dolori fisici e psicologici che conosciamo bene..la natura è differente tra il dolore fisico e il dolore psichico..molti di noi lo hanno sperimentato almeno una volta sulla propria pelle: dolore fisico.. concreto.. (molto) più sopportabile di quell’altro.. fatto di immagini.
Il mio subconscio spesso mi comunica dati, ma sebbene ne sia cosciente non sono ancora capace di valutarne adeguatamente la portata, quello che Platone in "Teeteto" chiama "quel demone che alberga in me"… quel "demone" che da molti di noi è vissuto come un fastidio – potrebbe invece essere la nostra guida e la nostra salvezza..tutti tendiamo alla verità, e se non siamo noi a cercarla è lei che viene a cercarci e a chiedercene il conto! Quanto la nostra mente tenda a distorcere la percezioni che abbiamo delle scene vissute a seconda degli "occhiali" che indossiamo!!
…e lì, spesso, ci ritroviamo in un turbinio di emozioni confusinarie che ci ingorgano la mente ancora di più con domande:"perché sono finita con uno come lui?". …contenute in un mondo fatto di zone di luce e zone d’ombra…..alla ricerca di un contenitore tanto grande (e buono) da poter inglobare tutto quel dolore…
Dove stai andando?…Mi sono persa.. è la mia risposta…sono confusa ma so che solo quando ti perdi puoi scoprire qualcosa di nuovo…d’altronde.. "il primo abbandono è quando nasci; il secondo quando muori: la vita è fatta di abbandoni…di partenze di rinascite …fino a imparare a danzare con la vita in armonia di/con se stessi…
"Voglio essere felice"! è la frase che Antonio scrive su un foglietto prima di nascondere il pezzo di carta tra i fiori della tomba della madre. "Dov’è Mara? Per adesso mi godo questa giornata di sole…" dal film "Denti" di g. Salvatores










credo che lo imparerà da solo..tu puoi solo insegnarlo a te stesso e stargli vicino, dargli “presenza”..questo è quello che dice qualcuno più “esperto” di me…
ah, mi raccomando, non lasciarlo solo con le sue emozioni..stagli sempre accanto. a presto!
“il primo abbandono è quando nasci; il secondo quando muori: la vita è fatta di abbandoni…di partenze di rinascite …fino a imparare a danzare con la vita in armonia di/con se stessi…”
Chissà se riuscirò ad insegnarlo a mio figlio…
Ciao