Non è un giorno diverso dagli altri, in cui il mio pensiero ribelle mi porta a sfogliare momenti con loro, i miei nonni. Oggi il mondo decide di festeggiarli, di dedicare un giorno tutto per loro… Io non mi vergogno ed ammetto quanti pianti a singhiozzi mi sommergono, forse più dei ricordi…Si accavallano veloci come cavalloni in tempesta, quelli che mi porto dentro da quando non ci sono più…Nicola e Sebastiana venivano al mondo in due isole lontane e completamente diverse. Si sono incontrati ed innamorati in tempi di guerra, si sono stretti forte e nonostante tutto e tutti, sono restati insieme "finchè morte" non li ha separati…Lui nativo di Casa Micciola, Ischia. Lei siciliana puro sangue di Siracusa, desiderata dopo la venuta al mondo di 3 maschi. Non sono stati solo i nonni delle coccole, il porto sicuro dove rifugiarsi, la fonte sicura di pace e serenità…sono stati molto di più. Ed oggi ciò che mi manca di più è quel rapporto così unico e speciale che avevamo costruito… Nuccia e Nicola mi hanno lasciato un’icona dai colori indelebili del loro amore. Hanno vissuto la loro vita sempre mano nella mano, si sono accompagnati e sorretti l’un l’altro, alternandosi nel bisogno a fungere da "stampella" "pronto soccorso" o "infermiere- tampone" nei momenti in cui la vita ha chiesto loro spremute di cuore…Quel restare uniti e farsi forza, costi quel che costi, è un ancòra che mi porto dentro, un ‘eco che mi ripeto ogni giorno cercando di seguire quell’esempio di vita. Mio nonno Nicola ha fatto la seconda guerra mondiale. Mi raccontava delle sue vicissitudine, delle molliche di pane integrale mai sprecate, mangiate fino all’ultima. Attraverso i suoi occhi ho vissuto con lui, i suoi momenti peggiori, le sue paure di non farcela, la perdita dei suoi compagni, la sua voglia di tornare a casa, di poter riabbracciare la sua famiglia. Quei crampi allo stomaco, che confondevano e annebbiavano la mente, non sapeva più se erano per la fame, o per il terrore di morire…Poi la salvezza, scesa come una manna dal cielo, una famiglia che lo ha accolto in casa ed amato come fosse figlio loro, rischiando la vita, nascondendolo al passaggio dei tedeschi…E’ stato un uomo permeato dalla sofferenza, da dove ha saputo far uscire l’amore…Ha sempre cercato di lenire la sofferenza altrui, non riusciva a far finta di niente. Lui donava, come poteva, tutto se stesso. Non ho mai visto abbassare il suo sguardo alla vista di un povero, supplicante elemosina. In lui si leggeva un ‘espressione di carità e compassione. Non lasciava mai nessuno solo nella disperazione. Mi diceva sempre: " Più sai, più vali nella vita. Da una cosa devi difenderti:l’ignoranza!Non arrestare mai la tua sete di sapere."…La sua compagna,Nonna Nuccia, lo aveva amato dal primo momento. Non so più quante volte ho ascoltato la storia del loro primo incontro, di come mio nonno l’avesse corteggiata, di come avesse chiesto il permesso alla madre di mia nonna per poterla frequentare…Ricordo, ancora di quanto fosse strano per me, che i loro appuntamenti non erano mai loro due da soli, ma sempre in presenza della mia bis nonna. Nonna Nuccia era bellissima, fino agli ultimi giorni…ricordo i suoi lineamenti, la pelle di porcellana e gli occhi verdi come il mare…il suo parlare metà siciliano metà napoletano, la sua malinconia per la sua terra che non vedeva da 60 anni,oramai… le sue difficoltà a lasciare la sua famiglia d’origine, e l’amore per il nonno Nicola, che le ha dato la forza di sopportare la solitudine e la mancanza del calore dei suoi cari. Lei mi diceva sempre: "Forza e coraggio, non ti abbattere mai, non lasciare ai momenti "no" di avere la meglio su di te, stringi i denti…" "Non ti curar di loro, ma guarda e passa"..Mentre citava Dante Alighieri, mi donava un’eredità, dei sassolini di saggezza, che ritrovo nelle mie tasche, nei momenti bui, in cui mi sento persa, e vorrei sentire ancora la sua voce, i suoi consigli preziosi…Non c’erano segreti fra di noi, c’era uno scrigno delle meraviglie che si apriva ogni volta, per raccontarci ciò che ci portavamo in fondo al cuore… c’era un affidamento completo…una coperta da cui farsi avvolgere… Una nuvola di zucchero filato ripiena di ricordi, di esperienze che porterò con me per sempre, come quel dì che offri loro un dolce fatto con le mie mani, ricordo come magiassero ogni singola briciola, non per ingordigia, ma per amore…perchè ogni singola briciola era il frutto del mio operato…"
vi ritrovo anche li, tra lacrime che impasto a farina, zucchero e uova di un dolce che non potrò che donarvi sulle ali della mia fantasia…










…per caso ho aperto il blog e ho ritrovato i miei genitori è il regalo più grande ke mi hanno inviato dal paradiso servendosi delle tue parole che hanno rispolverato la mia memoria ke aveva rimosso i ricordi per non soffrire..ma erano tutti li in fondo all’anima..zia patty
…per caso ho aperto il blog e ho ritrovato i miei genitori è il regalo più grande ke mi hanno inviato dal paradiso servendosi delle tue parole che hanno rispolverato la mia memoria ke aveva rimosso i ricordi per non soffrire