Il rito della danza del fuoco

7520danza20del20fuoco Novecento metri d’altezza non sono tanti, si respira appena l’aria di montagna. Si è spettatori di spettacoli, visioni dall’alto delle cose.

Una visione di un paesino e dell’immensità che lo circonda come in un abbraccio, un’insieme che fa sentire piccoli davanti a quella vastità.

Un granello dell’Universo, intimamente parte di esso…Arcinazzo era il nostro rifugio, sopratutto in autunno.

Si raccoglievano castagne stese su letti di foglie, ci si scaldava stretti in quella piccola casa, alla sera, dove veniva consumato il rito della danza del fuoco.

Sono pochi i ricordi che mi solleticano la mente di emozioni ancora forti legate alla mia famiglia d’origine, ancora unita…e questo ne è una perla rara. 

Mio padre era  maestro nell’accendere il fuoco, ed io, mia madre e mia sorella lo guardavamo in silenzio, lasciando parlare i nostri occhi carichi d’ammirazione. Si restava a guardare il fuoco languire, poi si buttava un legnetto alla volta, ognuno di noi.

Il silenzio era più forte, affascinati da quello spettacolo, si osservava la danza delle fiamme che ondeggiavano fra la legna. Il fuoco  che cresceva, sempre di più, prendeva forza, irruente, inarrestabile, e quando era padrone della scena, ne era il detentore supremo. per un pò… poi si cominciavano ad intravedere dei punti dove la fiamma calava: il declino era iniziato.

Cedimenti sempre più numerosi,  che lasciavano spazio man mano alla brace, caldissima, meno appariscente, meno dispersiva, ma con un calore più concentrato, più intenso, più profondo. Mio padre una volta ci disse:questa danza raprresenta il ciclo della vita!

Così, pian piano, ogni volta che mi accingevo ad accendere il fuoco, ad esserne testimone spettatrice, imparavo a prendere confidenza con quella legge universale, senza averne più paura…”quello che vivi davanti al camino lo ritrovi nella vita- diceva mio padre-  nei rapporti umani, nelle attività, negli entusiasmi per le cose, per le idee, per le persone, la vita è il valore più importante, ha un suo ciclo, ed ogni fase del suo ciclo ha le sue caratteristiche, positive e negative.

 Ogni fase è un’evoluzione della precedente, non puoi far nulla per modificarle, solo essere in sintonia ed armonia con quella in corso. Questo richiede elasticità, ciò che ti permette di vivere  meglio perchè ti permette di coglierne più i lati positivi…

In questa continua evoluzione, la vita continua, e dalla vita viene la vita, e dalla fine della vita viene ancora altra vita..e quando la vita sembra finita, quello che resta è ancora base indispensabile per altra vita.. Ricorda sempre: quello che conta è COME rispetto a COSA vivi, sei tu a decidere la qualità della tua vita, sempre!  

6 Risposte a “Il rito della danza del fuoco”


  1. 1 Mayra G Louis 19 Ottobre 2006 alle 16:43

    oggi quel ricordo è caro, dolce, languido, i ricordi restano impressi come marchi a fuoco, senza bruciare sulla pelle…felice di avere in comune quest’esperienza, quel sentirne ancora l’odore, ciao VQ

  2. 2 VQ 18 Ottobre 2006 alle 15:54

    Ricordo la casa patriarcale del nonno. La grandissima sala centrale in cui si svolgeva tutta la vita domestica. Al centro il camino. Nelle occasioni di festa tutta la numerosa famiglia si riuniva in quella casa, in quella sala.

    Ricordo le sere in cui si accendeva il fuoco. Era proprio come un rito. Il nonno e qualcuno dei suoi figli maggiori ad officiare. E le ore che passavano mentre, seduti a semicerchio intorno a quel centro, noi nipoti ascoltavamo storie.

    Non ricordo chi fosse di volta in volta a raccontare, né la voce. Soltanto quel danzare ipnotico delle fiamme che sembravano voler salire indefinitamente e invece morivano di continuo nel loro viaggio verso l’alto.

    Ecco volevo commentare sulla ‘legge universale’ del fuoco, di come la ritengo verosimile, così come la descrivi, ed invece s’è fatto avanti questo improvviso ricordo. La prepotente nostalgia di quando la felicità era tutta in quel calore che pareva cuocere il viso e bruciare gli occhi.

  3. 3 +mau 18 Ottobre 2006 alle 13:39

    farò come dici.. duce anzi ducessa

  4. 4 Mayra G Louis 18 Ottobre 2006 alle 11:24

    tu, (caro/a)+ Mau non sai che il blog. per quanto sia un luogo “pubblico” è prima personale. . Io, che ne sono l’autrice, posso decidere quali commenti pubblicare o meno. Se a te non piace la mia scrittura “provinciale” perchè vieni a leggermi?….hai tempo da sprecare ?cerca altrove dove leggere cose più interessanti, non qui

  5. 5 Mayra G Louis 18 Ottobre 2006 alle 11:18

    grazie a te Elena di aver aver lasciato un tuo segno,condivido l’emozione delle notti stellate, sopratutto quella di ferragosto…

  6. 6 elena 17 Ottobre 2006 alle 21:00

    Arcinazzo…l’ho letto e sono tornata indietro nel tempo di 12 anni: un campo scuola, un’amicizia nata allora e sopravvissuta al dover vivere agli antipodi dell’Italia e soprattutto la notte di S.Lorenzo più stellata e viva e incredibile che abbia mai visto. Grazie di aver innescato il ricordo


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Una scrittrice deve non scrivere, ma ricamare sulla carta! Lo scrittore non è nè un pasticcere nè un profumiere nè un giullare è un uomo impegnato, vincolato dal sentimento del suo dovere e della sua coscienza una volta che ha cominciato deve andare fino in fondo e per quanto gli ripugni, deve vincere il suo disgusto e insozzar la sua immaginazione nel fango della vita... egli è un semplice cronista. "A.Cechov"

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Le Orme del mio passato

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L’ Indefinibile Invisibile Presenza

Uno strano gioco della mente che noi umani chiamiamo ragione dell’amore tutto uccide per un pugno di egoistici timori. Si appellano all’intelletto Gli assassini delle passioni. Al desiderio è preferibile esibire l’incapacità di coltivarlo. L’amore è congenito all’anima perché tutte le cose hanno origine nella bellezza del cuore

Parole Incastonate

La vita è un mistero: Più ti ci addentri e più si infittisce. Non puoi ridurlo a una formula, non puoi ridurlo a una teoria. Non diventerà mai una dottrina. Più scendi in profondità in quel mistero e più ti senti ignorante; ma quell’ignoranza ha una bellezza assoluta è una benedizione perché in quel non sapere il tuo ego muore. Se non speri l'insperabile, non lo scoprirai, perchè è chi osa alla ricerca, e ad esso non conduce nessuna strada! Un fatto della nostra vita ha un valore non perchè è vero, ma perchè ha significato. Si chiama amore ogni superiorità, ogni capacità di comprensione, ogni capacità di sorridere nel dolore. Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione a ciò che l'Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo. Questo è ciò a cui tendiamo. Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei agganciato per tutta la vita. Che innocenza particolare hanno le persone quando non si aspettano di venir ferite. Chi potrebbe violare questa innocenza senza fare del male anche a se stesso? Amare a vuoto è peccato mortale, regalarsi a qualcuno delitto. Non si regala l'anima a chi non è disposto a regalare la sua.

Farsi Attraversare dalle Emozioni…

"É strano, passi una vita inseguendo un sogno e poi ti accorgi che la tua isola felice era a un passo da te, che bastava allungare una mano per sentire l'onda che sfiora la riva e il tuo cuore che dice: siamo arrivati! Io sono arrivata finalmente, da qui in poi è un'altra storia.... dal film "l'uomo perfetto" Un uomo percorre tutte le strade del mondo per trovare ciò che gli serve, ma deve tornare a casa per scoprirlo. G.E. Moore I miei posts nella tua pagina di Google Add to Google

Il vero Nutrimento

Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.... Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi (A. Merini) La vita è una forma d’arte pura… Non fermiamo i nostri occhi sulle superfici tangibili. Sfondiamo con l’immaginazione il guscio che racchiude le cose, Per scoprirne l’essenza, Per assaporarne il gusto, Per godere dei suoni e dei colori, Per toccarne le forme… Tutto ha un’ANIMA nascosta La nostra forza è scoprirla e questa forza è Vita! Votami

Le presenze che Contano

Contatore accessi gratuito Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata? Ti dono, se vorrai, questa noia già usata: tienila in mia memoria, ma non è un capitale, ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale... D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni e pago la mia casa, pago le mie illusioni, fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, bere, leggere, amare... grattarsi! (canzone quasi d'amore-Guccini)
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