Viversi il distacco con i propri cari, imparare a convivere con la parola " morte" è forse la difficoltà più grande a cui l’essere umano è sottoposto lungo il corso della vita, una realtà che pesa come un macigno, che ha degli appuntamenti fissi, come oggi…un "post it" perenne nella memoria che è sempre dolente, preme sulle cicatrici ed ha un sapore nostalgico…ma oggi è anche un’occasione per accorciare quella distanza fisica e percorrere quel ponte che divide chi c’è sulla terra e chi è nell’aldilà…fili di preghiere, parole, lumi che si accendono in memoria di chi è sempre al centro del cuore e non morirà mai!
é per te, Nonna mia, questo bacio nel vento… te lo mando con almeno altri mille, come facevi un tempo con me…
è per te, Nonno caro, questo fiore che ho scelto, la luce che irradia il mio amore infinito…
ora che insieme "prendete per la coda una cometa e girate per l’universo, volgendo lo sguardo quaggiù a chi come me, sotto un cielo coperto, guarda lassù, in cielo", aspettando che arrivi un soffio di vento, una vostra carezza che ci riscaldi l’anima…
"Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi,
celeste dote è negli umani; e spesso
per lei si vive con l’amico estinto
e l’estinto con noi, se pia la terra
che lo raccolse infante e lo nutriva,
nel suo grembo materno ultimo asilo
porgendo, sacre le reliquie renda
dall’insultar de’ nembi e dal profano
piede del vulgo, e serbi un sasso il nome,
e di fiori odorata arbore amica
le ceneri di molli ombre consoli.
Sol chi non lascia eredità d’affetti
poca gioia ha dell’urna; e se pur mira
dopo l’esequie, errar vede il suo spirto
fra ‘l compianto de’ templi acherontei,
o ricovrarsi sotto le grandi ale
del perdono d’lddio…" dai Sepolcri di Ugo Foscolo










“Sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna”
vorrei saperlo dire altrettanto bene, vorrei saperlo vivere come mi hanno insegnato coloro che ricordiamo.
Un abbraccio