L’ombra della mia identità è stesa sui campi, in attesa di respirare i raggi di un giorno assolato…giorni di digiuno interiore, di silenzio non assenzo, di ascolto dell’ eco interminabile di rabbia e sangue.
Occhi pieni di vendite a buon mercato. Orecchie stordite dal rombo degli aerei. Mentre l’oltremare tuona di “cannoni” brucia la terra, sepolta di polvere da sparo. Il cuore in gabbia non sa più danzare. Il respiro corto si è assopito. “Più diventa tutto inutile e più credi che sia vero che il giorno della fine non ti servirà l’inglese” La falce è stesa accanto a me, su immense distese di grano. Si sovrappone il suo simbolismo alla politica come il grano fa pensare al danaro… Incastri in frantumi Spaccature e voragini sono il segno tangibile di un desiderio di un’omogeneità irragiungibile… mentre la Vita ci sfiora le dita….
Nella mente riecheggiano canzoni che non ci appartengono più in una “madrelingua” vicina alla terra, una scossa al cuore, ai sentimenti sciolti nel tempo che fu….”stranizza d’amuri…l’amuri”. Come conchiglie che riecheggiano il mare, custodi di una vita che non abita più lì…siamo naufraghi, svuotati di un’essenza riecheggiata, nell’eterna speranza che l’essere mancante dentro la conchiglia possa riempirsi, ancora una volta, un dì non troppo lontano…
“Acque che precipitano, acque che corrono…
acque gioiosamente congiunte che gioiose si separano…
Paesaggio in movimento.
Acque che premono acque e il silenzio che pende in suoni sulla china del prato.
È disciolto in esse il tempo che s’ingorga e riprende a flottare senza che l’oda lo smemorato orecchio?
E da ogni declinare nel passaggio celeste nasce invece spazio terreno?” Rainer Maria Rilke










Sempre molto bello quello che scrivi e bella la poesia di Rilke che citi. Ciao Giulia
Ciao Amica mia…che l’onda e la sua spuma si alzino e si muovano per andare incontro a nuove spiagge, nuove isole interiori da approdare….perchè da dentro possa sgorgare acqua e sangue, luce, fonte di nuova vita
Mayra
“SEMPRE
di nuovo,benchè sappiamo il paesaggio d’amore
e il breve cimitero con i suoi tristi nomi
e il pauroso abisso silente,dove per gli altri è la fine;torniamo a coppie tuttavia
di nuovo tra gli antichi alberi,ci posiamo
sempre,di nuovo,tra i fiori contro il cielo.” (R.M.RILKE)
Siamo tutti naufraghi di una barca sbattuta dai venti e approdata a riva di una terra straniera.Mendicanti in cerca di patria! Buona buona giornata Mayra e che l’onda…navighi insieme a te.Fulvia