
Di fronte ai grandi enigmi antropologici culturali, agli orrori su cui ogni uomo si domanda circa la propria responsabilità/capacità di poter cambiare lo stato delle cose…
Davanti al dibattersi della coscienza nel sentirsi piccola ed impotente nell’agire, sorge un seme di pensiero, un azione che è “Diventare parte attiva nella risoluzione di questi problemi.“
La costruzione di una civiltà umana basata sul rispetto del mondo che ci circonda nella sua totalità prescinde da qualunque credo (il fatto che privati di ossigeno non possiamo più respirare, del resto, è un dato empirico e non un atto di fede).
Il perseguimento di un obiettivo comune inoltre rappresenta una risposta a chi paventa scontri di civiltà tra popoli legati a diversità culturali inconciliabili.
“I semi del cambiamento. La Carta della Terra e il potenziale umano” è una mostra fotografica e documentaria sulla Carta della Terra e il potenziale umano, ideata e sviluppata dalla Soka Gakkai Internazionale e dall’Iniziativa per la Carta della Terra come contributo al Summit mondiale sullo sviluppo sostenibile tenutosi a Johannesburg nell’Agosto del 2002. Questa iniziativa mondiale, rivolge l’ invito ad ogni uomo a gettare dei semi all’interno della propria realtà per avere un mondo più giusto.
Il valore e la creatività del singolo individuo, così celebrati, non appaiono “schiacciati” nell’atto di perseguire un bene comune, rappresentano piuttosto una piccola spinta in grado di innescare un “effetto domino” destinato a sconfinare in eventi di maggiore portata.
La SGI, presieduta da Daisaku Ikeda, basa tutte le sue attività su tre cardini fondamentali: la Pace, la Cultura e l’Educazione. Lo scopo della mostra è far conoscere i principi della Carta della Terra e le azioni della gente comune dando il senso di poter fare qualcosa anche nel proprio piccolo e sensibilizzando i partecipanti a valorizzare le proprie azioni per uno stile di vita sostenibile. I computer e le tecnologie della comunicazione non possono sostituirsi al contatto umano diretto, l’unico che costringe a confrontarsi davvero con se stessi.
Solo il crudo senso della realtà e la capacità di rispondere in modo non mediato alla vita e al dolore possono rinfrescare l’opprimente mondo virtuale, e farci sentire come nostri le ferite e il dolore degli altri, sviluppando una sensibilità che rappresenta forse l’unico grande deterrente alla guerra.
È solo entrando nella comunità e partecipandovi che gli individui possono raggiungere un solido senso di identità, situando la loro vita e la loro morte all’interno di un più vasto insieme che dà loro significato
Il messaggio della mostra è sintetizzato nel pannello finale:
“TU PUOI”, attraverso azioni quotidiane e locali si possono effettuare cambiamenti incredibili e altrimenti impensabili.
L’allestimento comprende anche la proiezione di un video: Quiet Revolution, Una rivoluzione tranquilla; una voce fuori campo (Meryl Streep nella versione originale) narra tre storie che raccontano che cosa può fare la gente comune di fronte ai grandi problemi.
Di seguito il link del filmato:










Il pensiero di un Viandante