
Le era entrato nel cuore.
Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie le era entrato nel cuore.
E lì cosa faceva?
Stava.
Abitava il suo cuore come fosse una casa…
Poveri uomini- dissero le stelle-innamorati dei sogni con lo sguardo stregato,da segnali lontani,e dalla dolcezza di una carezza, di un abbraccio segreto, rubato…chissà
E se il sole
può donare al cielo
il suo arcobaleno più bello
solo dopo un temporale,
anche la vita,
forse,
ci maltratta un pò
per poterci offrire poi
qualcosa di prezioso…
Siam maestri di follia, io e te,viviamo la vita sulla fune che separa la prigione della mente dalla fantasia.
Il mio futuro è nel presente ed ogni giorno allegramente cammino sul confine immaginario dell’orizzonte mentre voi, signore stelle spettatrici, mi guardate dal cielo, come cuori appesi ad un sospiro, per paura che io cada, che abbia bisogno della vostra luce per risplendere, ma il mio equilibrio è in cielo!
Sono maestro di pazzia,e vola sulla corda la mia mente,a rincorrere i pensieri ad inseguire l’utopia, di catturare almeno un “oggi” prima che diventi “ieri” e provare a far danzare il mio tempo.
Non mi accontento di un fuggevole raggio d’eternità…
Io so che insieme possiamo volare.
Anche per un attimo solo.
* ispirato dalle letture di Vivian Lamarque e ”Ratti Della Sabina -Il Funambolo”










Il pensiero di un Viandante