
Oggi ho perso la mia direzione.Dov’è il nord, qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato…?Suonano nella mia testa certe note di copertina, il vento sembra avere fretta, vuole correre chissà dove… mentre mi scompiglia i capelli, sale su per le maniche del cappotto, mi regala brividi di freddo, accompagna la mia mente in un viaggio che desidero da tempo, in un luogo lontano tra i ghiacciai del Nord.Io, alla ricerca del divano “perfetto”. Immenso, bianco, soffice, dove affondarci dentro con tutti i desideri da materializzare, per incanto.Ho voglia di andare lontano da questa realtà e non mi basta percorrere pochi chilometri.Roma è una città che non fa caso a chi c’è chi non c’ è.
Napoli mi sta stretta, anche se è stesa nel suo golfo fra luci ammaliatrici, che riconosci a mala pena, contornata da finti bagliori e vuoti a rendere, sparsi sui marciapiedi.
La città degli opposti incantatori, delle vittime che “chiagnene e fottene”.
Sono alla ricerca di una quercia solitaria su distese di colline irlandesi, di una Stoccolma sempre diversa, o che so di una “fiesta” boreale, tra navi rompighiaccio e miti vichinghi, sotto il sole di mezzanotte.
Un gran tour scandinavo attraversando, con la mente nuda, Islanda, Svezia, Lapponia, Finlandia, Danimarca, Norvegia, gli arcipelaghi delle Åland e delle Lofoten, “l’isola delle aringhe”, tocca poi i confini del la Germania e dei fratelli Grimm.Lì, vorrei mi portasse questo vento stasera, che altro non fa che stingermi in una morsa, quasi a togliermi il fiato.Su un divano del Nord che ospiti meditazioni sopraffine e itinerari fuori dal comune, grandi scenari e colpi di scena: dallo “strappo” islandese fra due continenti, al “dialogo intimo” con le balene nelle viscere del vulcano Krafla, volare in Danimarca con il deltaplano quasi a toccare le cime di tetti e cucuzzoli che “pensano”, fino a scoprire i cibi e le erbe che il coltello finlandese spalmerà sul pane caldo, appena sfornato. Prelibatezze e piatti “a rischio” che si stenderebbero nel palato per far godere il gusto:
una fermentata surströmming, il formaggio gjetost, da fare invidia a tutti i francesi.
Qualcosa di mistico e di domestico, che vive solo nel divano della mia mente…
che diventa fumo visto l’avvicinarsi dell’ora di cena…
stimolano l’acquolina in bocca, si scioglie l’idea del viaggio, fino a farmi paracadutare completamente in casa mia.
Eccomi qua. Ecco il divano di sempre, un confine vivente, un cosmo di un’altra sintassi, altre visioni….
Per ora il mio divano nel vento del Nord è solo un tappeto volante che plana nella mia mente.










mayra carissima,

ormai non mi meraviglio nemmeno più quando mi ritrovo pienamente col tuo pensiero e cerdo di capire esattamente le sensazioni che provi e che vivi, perchè sono le mie stesse sensazioni…
è assodato che le nostre anime sono molto vicine…
detto questo, anche io spesso sogno viaggi fantastici nei paesi del Nord, e anche se rimando, so che prima o poi arriverà anche quello…a volte mi chiedo perchè? cosa mi porta a desiderare il vento, il freddo, il Nord? a me, così sicula, abituata al fuoco, al calore, al sole…
…allora ti chiedo: non potrebbe essere, il nostro, il bisogno di placare quel vortice di passione ed energia che ci infuoca dentro e dopo averci ricolmate vuole straripare? bisogno di calmare le nostre anime troppo agitate e concederci un pò di gelida ma quanto mai affascinante quiete???
…a volte è proprio questo che penso!
Un grande bacio
L’Islanda è meravigliosa, terra di vulcani e ghiacci. Di spazi sconfinati, di stoccafissi stesi in schiere a seccare. Di case colorate, di caldi maglioni di lana. Di elfi e cavalli dalle folte criniere…
Un abbraccio
Carlo
Nei tuoi bellissimi viaggi, noi non siamo previsti? Dai.. Vola nell’isola sconosciuta e cerca con noi un mondo migliore, direi più caldo… Ti vogliamo dei nostri.
carissima Barbie,
quello che dici è estremamente vero, chi nella vita non ha provato per una volta quel desiderio che tanto bene hai descritto forse non si conosce ancora così bene…ma devo dirti che questa volta no, non è questo quello che preme dalla pancia fin su, è un desiderio di “gioia di perdersi” nei meandri sconosciuti, la voglia di incontrare il nuovo di toccare dietro l’angolo di una nuova prima volta, il sapore della mia esperienza… ho voglio solo di guardare altra vita!
Ti abbraccio tanto, donna sicula
chissà che non ci si incontrerà un giorno o l’ altro
Carlo: mi fido di te, ma vorrei dare questa gioia anche ai miei occhi, al mio olfatto, al mio gusto… speriamo di poterli vedere davvero presto!
un abbraccio forte anche a te, sognatore…
magari mayra, sarebbe bello incontrarsi
uno dei miei propositi è prima o poi visitare la Norvegia… per ora l’ho vista solo in fotogreafia e son rimasta estasiata dinanzi gli scenari sublimi dei suoi luoghi… un posto incantevole direi… immagino un pò così la mia Isola…un luogo sereno dentro me stessa.. dove perdermi nei mei discorsi interiori… ti comprendo appieno…
meraviglioso il tuo post!
LUOGO CHE NON C’E',MA CHE SEMPRE SI PUò INVENTARE,ATTENDENDO UN POCO DI CALDA REALTA’! Ciao,Mayra.Bianca 2007
Questa storia sull’Islanda m’è stata raccontata non ricordo da chi e non so se vera, a me piace e più o meno é così:
quando la scoprì (di per sé è strano il fatto di scoprire qualcosa che è sempre esistita ma sorvoliamo) l’esploratore ne restò talmente affascinato che per tenere lontani e dissuadere eventuali conquistatori ribaltò i nomi delle due grandi isole artiche chiamando quella verde Iceland e quella ghiacciata Greenland.