Un evento naturale.
L’evoluzione delle cose.
Lo scivolare giù a peso morto, sentirsi pesante, più di quello che si è, senza dare colpa alla forza di gravità.
L’ascesa e la sua liberazione sono al di là di quel confine, non è un limite circoscritto, forse temporale…è una questione di moti interiori, di assenza o presenza di movimento, di immobilità stagnante. Le vie del dolore scavano nuovi percorsi, tunnel di singhiozzi e magoni da attraverare fino il fondo dell’impotenza…
Segue sempre il pianto sul “sangue” versato. Il sanguinamento ininterrotto, “après coup”. L’addio. Il distacco che non mette mai distanza e che accresce il dolore per la mancanza. Le orme dei ricordi rigano il corpo, incidono la perdita, vestono il vuoto.
Si resta sopravvissuti, naufraghi di un vorticoso abbandono , prede dell’assenza e del buio potente.
Spunta una reazione che rende “preziosi” e inevitabili, come il cappello della sera. Ci si protegge di più, ma non si sa da che cosa. In fondo è per questo che scambiamo la luna per il sogno, e il fondo per una bugia. Si cade, e ci si rialza. Il cielo si squarcia, cede lo strappo all’attimo che resta ineluttabilmente “eterno” incastonato come una perla nera, nell’impossibilità di afferrare l’insieme. Alla fine, il cielo resta sempre, mentre sei altrove a cercare un rifugio.

S’impara presto ad indossare l’inevitabile!
Giovanni è andato via a 56 anni, voleva vivere. si è aggrappato alla vita, stringendo i pugni più che poteva. Il dolore l’ha steso al tempo, e reso briciola….
Spero che oggi, oltre a guardare le nuvole di dolore che cadono sulla terra, in cielo, abbia un sole caldo che gli doni ” amore e libertà”










l’evoluzione delle cose
inevitabile
…e già hai detto tutto…
L’importante è continuare a sperare in una giustizia divina, che ci ripaghi delle ingiustizie subite nell’esistenza terrena!!!
Buon weekend, Mayra.
In un attimo anche un mio stretto parente, qualche anno fa, se n’è andato in Cielo. Questa è la vita. Un profondo mistero. Non possiamo comprenderne pienamente le profondità… va amata in ogni sua sfumatura, anche quelle del dolore, della paura, dei problemi.
ciao non ho ancora letto questo post, ma ho letto che la scrittura è parte di te…è così anche per me!
Ciao a presto, tornerò con calma.
le tue parole sono struggenti quanto pienamente vere. vestire l’inevitabile e’ un dolore che sto vivendo da un po’ di tempo ma che non ho ancora imparato ad accettare pienamente.
Un abbraccio stretto
Dona
Mayra,
passo a lasciarti un saluto e un bacio.
Buon inizio settimana
Vorrei ringraziarvi tutti…
la vostra presenza, la riflessione che avet elasciato, è un segno del Vs. sentire e non solo ciò che ho scritto, ma, ahimè di un’esperienza che ci accomuna.
Anch’io sono ancora “zoppicante” nell’accettare questa realtà della vita.Sembra essereun paradosso, ma in questi giorno ho notato quanto ci si attacca alla vita, proprio in virtù di una perdita, di un distacco. Spesso le presenza che restano di una famiglia, si avvicinano al punto da essere un tutt’uno, come mai prima…
Quello che resta dentro di noi di chi non c’è più, quei frammenti che salgono alla mente, anche in momenti che non ti aspetti, sono l’eredità che nessuno può portarci via, che cresce e si espande ogni giorno, in più…
Mayra G Louis