Non c’è salvezza che non provenga se non dal pericolo dell’abisso.
Bruno Quaranta –critico-
Cosa significa essere custodi degli affetti?
è cosa cui si è dato importanza forse un tempo, non oggi.
Qualcosa che mia nonna ricordo tesseva, come fili di seta, e coltivava nel suo cuore, come fosse il suo orto di piante e ortaggi.
Eppure oggi, la maggiorparte delle donne hanno perso quell’eredità di “focolare domestico” e si sentono sempre più sole.
Lamentano assenze ed inquietudine…
Cosa nascondono sul fondo del cuore?
…da che cosa vogliamo essere salvate?
Nel romanzo, divenuto film “La bestia nel cuore” si parla di sentimenti indicibili, di dolori che ci portiamo dentro e non trovano forma verbale, di sogni che sconvolgono le nostre notti, dell’essere umano sommerso che cerchiamo di evitare per paura.
Si parla della verità, che porta con sé una strada nuova, che s’apre all’improvviso e che non avevamo visto in precedenza.”
Ma chi, se non la “donna”, colei che mette al mondo una vita, che si fa dono gratuito, può salvare l’intera umanità?
Siamo affogate nel lavoro, non abbiamo più tempo per gli affetti e fare un figlio è diventato controproducente.
Cosa siamo?
Declinazioni femminili?
Senza figli si perde il senso del passaggio del testimone, delle parole trasmesse da una generazione all’altra.
Un figlio è il frutto del tempo, della storia, che vede continuità in una dimensione più grande del tempo della propria vita… é il più grande atto di generosità che un essere umano possa compiere.
O almeno CREDO…
Ci son certezze
cieche superbe regalate
che ti danno baldanza
passo deciso e campane a festa.
Ci son certezze raggiunte
che ti curvano le spalle
ti abbassano il capo
e ti frustano il passo
che vorrebbe resistere
alla direzione imposta.> Loretta Dorblò
*Sarei felice di incontrare e conoscere riflessioni sul tema, voci femminili e non, perché amo confrontarmi. Grazie a chi vorrà rispondermi.










carino questo blog…non lo conoscevo
e se cominciassimo a collaborare, a “fare rete” intendo i bloggers napoletani o che a vario titolo si occupano di napoli?
il mio blog
“i forum di pangea blu”
http://pangeablu.blogspot.com
Essere mamma è stata l’esperienza più bella della mia vita anche se di un figlio adottato e con problemi, bello vederlo crescere, ritrovare la giouia di vivere e penso che nulla al mondo possa essere comparabile a questa gioia. Purtroppo questa società parla tanto di famiglia, ma poco spazio lascia a donne e padri per occuparsi dei propri filgi. Un bacio, Giulia
Melania: Sono convinta che una brava madre, è tale quando è pienamente soddisfatta della sua vita, quando non rinuncia a sè stessa, e che quindi ben venga il lavoro, hobbies, sport, se si riesce a gestirli.
Come ho già detto a Sandra, spesso, per una wuestione di priorità e di responsabilità non si riesce a far quadrare il tutto.
Sono convinta che, a qualcosa si deve poi rinunciare…
In ogni caso, essere madre, è sicuramente un’esperienza “unica” ed indiscrivibile per ogni singola donna. Sono felice per te, che tutt’oggi sia una luce sempieterna della tua vita!
ti abbraccio, Mayra
Dona: SAi Dona, è proprio perchè aspetto la piena consapevolezza che non lascio al caso, questa “scelta” perchè rispetto profondamente la vita, che non decide di venire al mondo. Però, è molto più facile la vita, per chi, non è chiamato a questa missione di genitore. Ecco, perchè l’ho definito il più grande atto di generosità, perchè è un apertura un donare con cura, per la vita…
Ma chi meglio di te, conosce questo “donare”!
Grazie del tempo prezioso che mi hai regalato, grazie di aver condiviso ciò che riguarda la tua “vita” privata.
Io parlo tantissimo con mio marito, che è davvero una persona stupenda con cui amo condividere me stessa. Non nascondo le mie perplessità, il desiderio frenato dall’inquietudine, i dubbi…
Anche perchè so che toccherà a me, fare il grosso
Ti contatterò sicuramente e ne parleremo ancora…
Anch’io abbraccio te, e che Il Creatore benedica te ed il tuo lavoro!
Mayra
Francesca:
No, non rinuncerò mai, al mio sogno, per ora, sono in “stand-by” e conto di riprender epresto. So che dipende tutto da me, dal mio organizzarmi meglio. Mi rincuora saper eche anche tu da madre, riesci a continuare a fare ciò che ti fa battere il cuore…
Barbie:…mia carissima Barbie, ti scrivo con il cuore commosso, da sempre ci intendiamo io e te, da sempre ci leggiamo/confrontiamo/specchiamo naturalmente…
Il mio sentire nei confronti di quest’argomento è cosi poco chiaro…
A volte sento di stare benissimo così. C’è un incastro perfetto della mia vita, un’armonia che ho faticato tanto e che mi gusto in ogni goccia centellinata, un’equilibrio nella mia relazione di coppia, che ho paura di “guastare”… Al contempo, penso, e se non dovessi mai essere madre?
Chissà se poi riuscirei a convivere con il senso di frustrazione, se questa coppia, non scoppierebbe…
Per ora, però ho deciso di non torturarmi mentalmente, e di vivere ciò che viene, attimo per attimo…anche se il mio cuore resta a domandarsi cosa desidera davvero.
Grazie mille della tua PRESENZA. TI ABBRACCIO FORTE
Mayra G Louis
Mayra,
spesso quando scrivi mi sento toccata, a volte tasti più delicati, altre un pò meno, ma sempre in modo intenso…
…sulle donne ho scritto anch’io qualcosa, e anch’io come donna sento forti certi richiami, certi istinti, bisogni e desideri, che rendano la completezza di me e della mia esistenza in questo mondo, la mia completa espressione.
Capisco cosa si prova quando ci si trova a privarsi della propria linfa vitale, ti auguro di trovala nuovamente e riversarla nei tuoi desideri più grandi, e finalmente realizzarli.
La bestia nel cuore mi è piaciuto molto.
Ti abbraccio forte.
non devi rinunciare al tuo sogno…anch’io sono giornalista e ho smesso tanti anni fa quando la bimba era piccola…mi sono accontentata di lavorare nell’ufficio stampa della mia azienda…ma da due anni ho ripreso a scrivere, narrativa. Mi hanno pubblicato qualcosa e sono contenta…ma quanti anni persi!!!
Eccomi qua Mayra, anche per me l’argomento che hai sollevato mi tocca molto da vicino.
scherzo ma non del tutto!
Anzitutto la pesia di loretta Dorblo’ che non conosco e’ stupenda, in poche incisive parole racchiude un’ enorme verita’.
Io sono convinta che non sia solo mettere al mondo un figlio il piu’ grande atto di generosita’ che un essere umano possa fare ma lo sia altrettando decidere di non metterlo al mondo se non si e’ totalmente convinti. E’ vero che poi nella maggior parte dei casi avere un figlio tra le proprie braccia possa far dissolvere eventuali dubbi sulla scelta poco convinta di metterlo al mondo ma non sempre potrebbe essere cosi’.
Io di figli ne ho tre, fortemente voluti al punto che abbiamo “faticato” non poco per averli. E’ stata una delle scelte piu’ importanti della mia vita essere riuscita in questo ed essere riuscita a conciliare lavoro e famiglia e’ stato probabilmente il mio carattere forte a poterlo permettere.
Dopo la nascita dei gemelli 7 anni fa ho deciso di lavorare a part-time (ero riuscita a lavorare ad orario pieno prima con una sola figlia, faccio l’infermiera e lavoro a turni) e con grandi sacrifici economici e di rinuncia di non essere appieno nel mio lavoro che amo profondamente, sono stata ampiamente ripagata dall’avere avuto la possibilita’ di crescere in questi anni assieme ai miei figli e di crearmi un piccolo spazio per me( sempre poco per i mille interessi che ho) per esempio di essere qui ora a commentare il tuo post prima di partire tra poco piu’ di un ora per andare a fare il turno di notte.
Loro hanno bisogno di noi, della nostra presenza costante perche’ siamo il loro unico punto di riferimento (ce ne sono altri ma il principale e universale siamo noi) e loro diventano il nostro.
Spero che tu possa trovare serenita’ nella tua scelta pero cara Mayra penso sia utile che tu condivida queste tue perplessita’ con tuo marito, la scelta deve essere condivisa… poi il grosso del lavoro spetta sempre a noi
Un abbraccio stretto stretto
Se ne senti il bisogno puoi anche contattarmi tramite mail, io ci sono piu’ che volentieri.
Dona
Sono mamma di due bimbe ormai adolescenti.
Mettere al mondo dei figli, in questo mondo, è diventato difficile e, in alcuni casi, quasi impossibile.
Eppure, dovendo fare un bilancio della mia vita, le mie figlie sono la cosa più bella e che danno molto senso alla mia esistenza. Sono la luce, l’allegria, l’ottimismo.
Però non ho mai rinunciato a lavorare. Penso che si debba cercare di fare entrambe le cose. Anche se poi sono decisioni che ciuascuna donna deve prendere, in piena libertà. Io voglio essere una mamma che lavora.
Cara Sandra, grazie per i tuoi complimenti, e GRAZIE soprattutto di aver ascoltato e risposto alla mia richiesta di CONFRONTO.
Io a luglio compirò 35 anni, quindi, siamo quasi coetanee. Concordo con te, con il tuo sentire, quando esprimi lo sfuggire del “tempo” o forse, l’incapacità di donare priorità a ciò che veramente ci interessa.
Ti confiderò che proiprio ieri sera, mi è accaduta una cosa inaspettata che mi ha fatto riflettere. Ero a cena fuori, con mio marito ed i suoi familiari. Dopo, al bar, ho trovato un quotidiano poggiato sul tavolino, che mia ha fatto emozionare e commuovere… fino a confidare poi, a mio marito, quanto mi mancasse scrivere per il giornale.
Fino a qualche mese fa, infatti, avevo coronato il mio sogno di scrivere per un giornale, e di essere così giornalista/pubblicista. Da quando ho preso il tesserino, e soprattutto ho scelto di aver eun ruolo nell’azienda di mio marito, ho trascurato quello che mi faceva emozionare, che era per me linfa vitale…
Ora scrivo solo qui, e nel privato, nell’attesa di finire il mio secondo libro.
Penso all’idea di diventare madre, e come te, presa da tanti impegni, mi lascio spaventare dall’impresa!
Dare alla luce la vita, prendersi cura di un essere umano è per me consapevolmente, una grande responsabilità, cui non poui redimerti, e che è per SEMPRE!
Questo tarlo, ad ogni modo, comincia a duolermi, e in ogni caso, a farmi restare molti notti in bianco, con gli occhi spalancati e dil cuore che sobbalza…
Non so, se era meglio prima, quando erano solo gli uomini ad essere responsabili delle economia familiare. ma di certo, prima, le donne erano soprattutto MAMME!
Spero che troverai altri argomenti per far sentire la tua “voce” incastonare qui, il tuo pensiero/sentire o vissuto che sia.
Un grazie sincero
Mayra G louis
Ciao, leggo spesso il tuo blog, mi piace da matti come scrivi, spesso faccio capolino e poi per pigrizia o perchè l’argomento mi interessa solo leggerlo non mi fermo mai…
Ma questo. Questo è proprio il mio. E’ vero quello che dici sulle donne. Conosco molte donne sui quaranta come me che ancora non hanno fatto figli, e chissà ormai se ne faranno, perchè gli orari di lavoro sono impossibili, perchè il nido costa più dello stipendio, e allora rinunciano alla cosa più bella che una donna è donata: la maternità e l’essere madre. Ho due figli, un lavoro tranquillo in un ente pubblico e una grande passione, la scrittura, lasciata da parte per dieci anni proprio perchè dovevo, sbagliando, dedicarmi completamente a loro. Adesso mi sono risvegliata, scrivo, frequento corsi, loro stanno meglio con me che sono più serena e io sto meglio con loro. Comunque sono dell’idea e qui tante donne potrebbero anche uccidermi all’istante, che quando lavorava solo il marito si stava meglio. Le famiglie erano famiglie. Sono all’antica, la penso così.
Grazie per lo spazio. Sandra, Livorno