Il velo infranto

Il dolore di crescere è una spina appuntita che preme sul cuore, fino ad entrare nella carne, per farne parte, coil-velo-infranto.jpgme una foto inchiodata al suo muro.

Quante sono le spine appuntate al cuore lungo il corso di una vita… tante, quanti i pizzichi sulla pancia che diceva mia nonna, necessari per mandare avanti un matrimonio.
Compromessi, chiamati oggi a far da mediatori, ponti da allungare e costruire all’occorrenza per la cura di un “Noi”.

Sospiro a pieni polmoni fra i pensieri che, come nuvole a motore, oggi, svolazzano leggere, come passeggeri saltuari di questa mia identità in ristrutturazione.
Non sono carichi di nessun bagaglio ingombrante, nessuna previsione minacciosa. Sono punti fermi, che si alzano dal fango lasciando trasparire e brillare la mia consapevolezza nel mio cielo, la mia voglia di lasciare questa vita essere un petalo che, delicato, vola trasportato dal vento, vola in alto con le correnti, oppure in basso sui prati, cade giù.. in un cespuglio, in attesa che la pioggia lo trascini a valle, dove potrà finalmente riposare, stanco e felice.

Anche se qualcosa dentro c’è, nuota intensamente fra le lacrime della mia anima, qualcosa di difficile comprensione, forse un vano tentativo di allev(i)are il dolore… quello che mi fa compagnia, sin da bambina, con cui ho condiviso gli anni miei.

Ma oggi, credo sia giunto il tempo di far volare tutto quel dolore, di non intraprende  quelle medesime strade per sempre

 Rovesciare i sorrisi, liberi di allargarsi alla pace vivida che danza nel giardino della mia anima.

Io sono consapevole di aver curato e guarito quelle ferite inflitte. Non c’è più niente che sarà messo a tacere. Sono stata il dottore, la fuga, la cura ed il rifugio.

Devo solo imparare a convincermi che starne senza, si può stare anche bene…

e si resta così, abbracciata ai ricordi più puri, al disegno del tempo…Io?

Sono un fiore nato dal fango, che prende il sole sul suo scoglio.

Non cerco nessuna ricompensa. i miei occhi hanno bisogno di acqua da bere, e bagnare i contorni del volto  solo di Gioia.

Spero “l’insperabile”
Spero di vedere l’alba di una vita Radiosa, aperta alla ricerca, alla scoperta, mai cercata fino a ieri. Magari una vita sola non basterà…
e allora me ne inventerò ancora un’altra, frutto dei miei sogni…

Vorrei far disciogliere in me il dolce e l’amaro in un’armonia quasi irreale e in quell’attimo, vedere che tutto è possibile.

Abbi piena coscienza che tutto cio’ che e’ accaduto e tutto cio’ che accadra’ si trova in ogni tuo passo.Che sempre crescano fiori e frutti nei luoghi che i tuoi piedi hanno toccato.
The long road to joy”Thich Nhat Han
*dipinto realizzato da Raffaela Vaccari


 

7 Risposte a “Il velo infranto”


  1. 1 giulia 10 Aprile 2008 alle 08:59

    Quanto è bello quello che scrivi e come lo scrivi. Vengo qui quando so di poterti leggere con calma, di ritornare sui tuoi pensieri che sono così puri e di una persona che sa ricercare senza paura, affrontando l’incognita con speranza… Nella vita a volte, spesso si può soffire e tanto, ma anche dalla sofferenza posono nascere cose belle. “i miei occhi hanno bisogno di acqua da bere, e bagnare i contorni del volto solo di Gioia” bellissima questa immagine.
    Giulia

  2. 2 mayraglouis 2 Aprile 2008 alle 18:00

    E’ un onore per me confrontarmi e conformarmi nelle vs. parole che sia llungano fino a di ventare braccia accoglienti, grazie perchè a volte trovo l’accudimento e l’attenzione, l’agutezza e la perspicacia necessaria.
    Grazie a Noemi, davvero sei una splendida anima, inafferrabile eppur concreta.
    Grazie a Stefano, con cui dialogo a cuore aperto
    D: tu sai che quel percorso l’ho iniziato tempo fa, ed è ancora in corso da oltre 3 anni con l’ultimo “angelo” scelto. ma ciò non toglie che devo camminare sulle mie gambe. é grazie proprio a Lei che mi ha permesso di ritrovare le mie preziose Fonfamenta, e dora si va avanti!
    complimenti anche a te, e continua così, non fermarti mai, se non a riflettere, domandarti, leggere anche tra le righe insieme a chi ti saprà accogliere e comprendere!
    Una è qui!
    un forte abbraccio a chi è con anche qui, seppur invisibile e silenzioso!
    Mayra

  3. 3 ste965 2 Aprile 2008 alle 16:11

    Tra il post e il tuo commento Mayra, non saprei quale scegliere…facciamo tutti e due vá, abbondiamo: bello!

  4. 4 demi4jesus 2 Aprile 2008 alle 15:57

    Verissimo Mayra… nel mio blog c’è una cosa per te ;)

  5. 5 d 2 Aprile 2008 alle 15:37

    penso che a volte sia necessario appoggiarsi ad un dottore esterno, che non sempre si possa essere cura per sè stessi.
    io l’ho fatto, lo sto facendo, perchè avevo ed ho bisogno di darmi un’aggiustatina.

    non voglio più convivere con la sofferenza, non voglio più aver bisogno di soffrire per sentire di esistere.
    e piano piano i pezzi vanno al loro posto, le scelte si impongono e sembra quasi di poter sorridere senza paura.

    ti auguro di realizzare il tuo sogno, di mantenere in piedi la relazione che vivi, se davvero è questo che vuoi.

  6. 6 mayraglouis 2 Aprile 2008 alle 15:29

    Quella che tu definisci “arte” io definisco “condizione umana” e non sempre rispecchia la realtà rosea bensì anche quella dolorosa della vita con cui fare i conti, crescere,richiede una flessibilità notevole, una capacità di rinegoziare spazi, tempi, modi, che riguardano prima di tutto l’interiorità, che è indispensabile per una “sana” vita affettiva, ma che non è sempre così semplice raggiungere, ovvero immediatamente attuabile.
    Quelle scelte, nascono sempre da distacchi…
    ciao mia cara, è sempre bello confrontarmi con te

  7. 7 demi4jesus 2 Aprile 2008 alle 14:52

    “Sono stata il dottore, la fuga, la cura ed il rifugio.”

    Come comprendo queste tue parole!
    Eppure vivere comporta in sé l’arte di andare, correre, tornare e rallentare… noi siamo il medico e il paziente.. la malattia e la cura… noi siamo l’infrastruttura in cui abitano, inviluppati ai sogni, i pensieri della nostra essenza.. eppure in noi la speranza che abita ogni partenza, il dolore dell’attesa, il filo e l’ago con cui cucire nuove aspirazioni…
    Di noi siamo le idee e le situazioni… e poi siamo le scelte che ci fanno liberi!


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La mia seconda pelle

Una scrittrice deve non scrivere, ma ricamare sulla carta! Lo scrittore non è nè un pasticcere nè un profumiere nè un giullare è un uomo impegnato, vincolato dal sentimento del suo dovere e della sua coscienza una volta che ha cominciato deve andare fino in fondo e per quanto gli ripugni, deve vincere il suo disgusto e insozzar la sua immaginazione nel fango della vita... egli è un semplice cronista. "A.Cechov"

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Le Orme del mio passato

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L’ Indefinibile Invisibile Presenza

Uno strano gioco della mente che noi umani chiamiamo ragione dell’amore tutto uccide per un pugno di egoistici timori. Si appellano all’intelletto Gli assassini delle passioni. Al desiderio è preferibile esibire l’incapacità di coltivarlo. L’amore è congenito all’anima perché tutte le cose hanno origine nella bellezza del cuore

Parole Incastonate

La vita è un mistero: Più ti ci addentri e più si infittisce. Non puoi ridurlo a una formula, non puoi ridurlo a una teoria. Non diventerà mai una dottrina. Più scendi in profondità in quel mistero e più ti senti ignorante; ma quell’ignoranza ha una bellezza assoluta è una benedizione perché in quel non sapere il tuo ego muore. Se non speri l'insperabile, non lo scoprirai, perchè è chi osa alla ricerca, e ad esso non conduce nessuna strada! Un fatto della nostra vita ha un valore non perchè è vero, ma perchè ha significato. Si chiama amore ogni superiorità, ogni capacità di comprensione, ogni capacità di sorridere nel dolore. Amore per noi stessi e per il nostro destino, affettuosa adesione a ciò che l'Imperscrutabile vuole fare di noi anche quando non siamo ancora in grado di vederlo e di comprenderlo. Questo è ciò a cui tendiamo. Ho imparato... che quando tuo nipote neonato tiene il tuo mignolo nel suo piccolo pugno, sei agganciato per tutta la vita. Che innocenza particolare hanno le persone quando non si aspettano di venir ferite. Chi potrebbe violare questa innocenza senza fare del male anche a se stesso? Amare a vuoto è peccato mortale, regalarsi a qualcuno delitto. Non si regala l'anima a chi non è disposto a regalare la sua.

Farsi Attraversare dalle Emozioni…

"É strano, passi una vita inseguendo un sogno e poi ti accorgi che la tua isola felice era a un passo da te, che bastava allungare una mano per sentire l'onda che sfiora la riva e il tuo cuore che dice: siamo arrivati! Io sono arrivata finalmente, da qui in poi è un'altra storia.... dal film "l'uomo perfetto" Un uomo percorre tutte le strade del mondo per trovare ciò che gli serve, ma deve tornare a casa per scoprirlo. G.E. Moore I miei posts nella tua pagina di Google Add to Google

Il vero Nutrimento

Io non ho bisogno di denaro. Ho bisogno di sentimenti, di parole, di parole scelte sapientemente, di fiori detti pensieri, di rose dette presenze, di sogni che abitino gli alberi, di canzoni che facciano danzare le statue, di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.... Ho bisogno di poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi (A. Merini) La vita è una forma d’arte pura… Non fermiamo i nostri occhi sulle superfici tangibili. Sfondiamo con l’immaginazione il guscio che racchiude le cose, Per scoprirne l’essenza, Per assaporarne il gusto, Per godere dei suoni e dei colori, Per toccarne le forme… Tutto ha un’ANIMA nascosta La nostra forza è scoprirla e questa forza è Vita! Votami

Le presenze che Contano

Contatore accessi gratuito Ma dove te ne andrai? Ma dove sei già andata? Ti dono, se vorrai, questa noia già usata: tienila in mia memoria, ma non è un capitale, ti accorgerai da sola, nemmeno dopo tanto, che la noia di un altro non vale... D' altra parte, lo vedi, scrivo ancora canzoni e pago la mia casa, pago le mie illusioni, fingo d' aver capito che vivere è incontrarsi, aver sonno, appetito, far dei figli, mangiare, bere, leggere, amare... grattarsi! (canzone quasi d'amore-Guccini)
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