
Così per 34 anni aveva avuto l’umore in gabbia,
la rabbia per pennello,
ed un destino che aspettava di essere tirato fuori dall’isolamento per creare miscellanee su tela…
Nel paese che non c’è aveva vissuto un dì con Furore, ai confini tra il vero e il verosimile…
Lì, su una di quelle alture della costa amalfitana
dove la terra precipita e dirupa in un cielo capovolto,
dove le voci vanno…
parlano le erbe, le viti aggrappate alla terra”estrema”, si ascolta il vento che veste la montagna.
Si vive su una roccia a capogiro verso il mare.
Io, come tanti, sono andata a guardare i secoli che trasportano da sempre il sole sui gradoni, illuminano le radici di vigne e limoni, abbaglianti di giallo.
Volevo ritrovarmi, ma mi sono persa nell’azzurra trasparenza così lontana, sospesa, senza suoni.
Irreale, segreta come una favola.
Lì a Furore, il paese dipinto, s’è aperta l’ansia dolcissima di perdersi nel vuoto per non fare più ritorno.
Ci sono luoghi il cui spazio fisico è solo un punto di riferimento. Sembrano essere nati per essere luoghi dello spirito, porti franchi nei quali cercare approdo con quel carico di piccole eversioni e di infinite complicità che accompagnano la vita d’ogni uomo.
Qui è stato facile sognare, assaporando cibi coltivati ancora da Domenico, un uomo con le mani colorate di terra, coltiva il seme con sapiente cura, in attesa che sbocci il frutto, per condividerlo sulla tavola, in un rito di aggregazione e condivisione, di cibo, storia, tradizione e valori. E’ con la sua passione che poi, la propria coscienza fa i conti!
L’atmosfera quasi irreale, era fra noi, l’abbracciavi in un sorso di vino, l’annusavi nella pasta fatta a mano, l’incontravi nel sorriso dei suoi familiari, che tutti insieme si affaccendavano per donarti un l’emozione di stare a tavola.
Loro sono l’altra faccia, di una terra ancora sconosciuta a chi non ricerca un luogo dell’anima…
Avrei voluto lasciare il mondo intero dietro me, ma…
Li mi sono ubriacata dei sapori col sole dentro, mentre il paesaggio tutt’attorno mi dipingeva di acqua, cielo e sale l’anima mia…
Su questa rupe erta sul mare…il miracolo continua










Che bello Mayra…
e ci son luoghi che ci offrono la possibilità di ritemprarci lo spirito… di mettere da parte ciò che da tempo serbiamo nel contenitore del nostro animo e ci offrono nuovi sapori e nuovi abiti colorati con cui vestire la nostra vita…
Questi luoghi, sapori, odori, colori, questa gente hanno modo di essere perche’ ci sono persone come te che li san capire, amare e valorizzare.
Non conosco questo luogo ma di sicuro e’ uno di quei posti in cui vorrei “perdermi”.
Un caro saluto
Dona
ti leggo sempre con ammirazione,
e ti commento con furore.
Buona domenica Mayra.
MAYRA,
quando l’AMORE arriva,è terremoto di vita.Distrugge per per offrirci altra possibilità di costruzione.Divampa bruciando i rami secchi ma avido perchè nè cerca nuovi.Si svincola perchè non vuole catene se non quella sottile di seta che lega animae corpo fondendoli in UNO ma sentendosi separate identità ed entità.Ed è sempre tempesta per un tranquillo porto a cui approdare perchè da sempre sapevi che doveva essere così!
Complimenti per scritto e scrittura.Sei una fonte limpida pur nel suo tumulto di acqua! Abbraccio forte,se posso,se me lo permetti e se ami desiderarlo così! Bianca 2007
Conosco Furore, per fama di bellezza, ma non sono mai andato. Spero di rimediare anche a questa mia pecca.
Mi affascinano i piccolli paesi fatti di case strette, accocolate, dove il passaggio è per il pedone. Quelli appolaiati su una rupe sopra mare, un poco scostati dall’acqua, quasi avessero timore di bagnarsi i piedi.
So che a Furore c’è una falesia, immagino le case affiancate alla pietra, la fatica per terrazzare e coltivare.
Un abbraccio
Carlo